
LA STORIA DI RIVIS IN SINTESI
Il paese di Rivis non si è sempre trovato nella sua attuale posizione. In origine infatti l'abitato si trovava tal bas, ovvero nella depressione del Tagliamento, una zona che a quei tempi era esposta al pericolo degli straripamenti del fiume.
Il primo riferimento a Rivis in un documento ufficiale risale ad una bolla papale emanata da Urbano III nel 1186, nella quale si indicava la Plebs de Ripis come l'unica pieve situata sulla sinistra Tagliamento appartenente alla diocesi di Concordia. Il titolo di Plebs de Ripis fa pensare che proprio Rivis fosse allora la sede della pieve che comprendeva Turrida, Redenzicco e la metà occidentale di Grions. Nel XIII secolo il centro pievano venne trasferito a Turrida, probabilmente a causa di una alluvione che aveva distrutto Rivis.
Di quell'insediamento oggi rimane solamente la splendida chiesa di san Girolamo (oggi chiesa del cimitero). L'edificio risale al Quattrocento e recenti restauri hanno permesso di recuperare, al suo interno, degli affreschi cinquecenteschi. Sulla facciata si può vedere una figura gigante di san Cristoforo col Bambino che attraversa le acque.

Nei secoli centrali del Medioevo Rivis, per quanto fosse solo un piccolo abitato, poteva vantare una certa importanza strategica, conferitagli dal fatto di trovarsi in prossimità di una via di transito fondamentale all'epoca, il Tagliamento, e della strada che, percorrendo l'argine naturale del fiume, collegava San Daniele al porto di Latisana.
Dalla fine del XIV secolo il paese risulta sotto la giurisdizione dei conti di Gorizia.
All'inizio del XVI secolo Rivis, sempre sottoposto al castello di Belgrado, viene affidato dai veneziani ai Savorgnan. Come Belgrado e i territori da questi controllati, l'abitato non entrò a far parte della Patria del Friuli, costituendo una giurisdizione privilegiata.
Le già citate piene del Tagliamento costrinsero gli abitanti di Rivis a spostarsi in una zona più sicura e nella seconda metà del 1700 venne inaugurata tal alt (ovvero nella zona dell'attuale insediamento di Rivis) la chiesa di santa Margherita.

Non si può non
ricordare un vecchio mulino ad acqua, tutt’ora funzionante; è uno dei cinque
mulini che appartenevano alla giurisdizione della nobile e potente famiglia
friulana dei Savorgnan. Il mulino è azionato dalle acque della roggia che,
costruita nell'XI o nel XII secolo, ebbe grande importanza per Rivis nel basso
Medioevo.
La vita paesana segue ancora il calendario religioso e le festività maggiori sono ricordate con solennità.
Il 5 di maggio, S.Gottardo, fino a qualche anno addietro, il parroco faceva il giro del paese e benediva gli animali legati all’esterno del portone principale delle case contadine. Nella stessa giornata, le osterie locali, offrivano rane fritte, animali che in quei tempi si potevano facilmente trovare nei fossi.
La fama delle rane di Rivis si diffuse e ne nacque una “vilote”, caratteristico canto corale friulano, che venne recuperata da Valentino Ostermann verso la metà del XIX secolo.